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Memorie di Gerusalemme

16,00

Dalla Prefazione  di Edward W. Said:

Il libro di Sirin Husseini Shahid è un tesoro di storia e di umanità, composto da frammenti, come un mosaico, molti dei quali gradevoli, gioie fugaci, e poi da dolori, più duraturi, disposti con tenero profondo rispetto, con la speranza, in prospettiva, che siano utili a educare o meglio a sedurre il lettore il quale, in assenza di questo racconto, non saprebbe niente di quel mondo per molti versi oggi perduto. È una testimonianza personale, senza dubbio, ma è anche letteratura: informale, umana, sincera, generosa ed eloquente. È a partire da questo tipo di materiale di vita che si costruirà il futuro della Palestina, un materiale che durerà a lungo e che sarà utile per obbiettivi ben più grandi di quanto Sirin, nella sua modestia, avrebbe mai pensato. Per tutto questo il libro merita di trovare un posto nell’archivio della memoria, accanto ad altri memoriali, in modo che né l’amnesia, né la cancellazione, né ciò che si ritiene ‘progresso storico’ possano mai più ignorare quelle esperienze di vita vissuta che qui si raccontano.

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Categoria: Product ID: 2214

Descrizione

Dalla Prefazione  di Edward W. Said:

Il libro di Sirin Husseini Shahid è un tesoro di storia e di umanità, composto da frammenti, come un mosaico, molti dei quali gradevoli, gioie fugaci, e poi da dolori, più duraturi, disposti con tenero profondo rispetto, con la speranza, in prospettiva, che siano utili a educare o meglio a sedurre il lettore il quale, in assenza di questo racconto, non saprebbe niente di quel mondo per molti versi oggi perduto. È una testimonianza personale, senza dubbio, ma è anche letteratura: informale, umana, sincera, generosa ed eloquente. È a partire da questo tipo di materiale di vita che si costruirà il futuro della Palestina, un materiale che durerà a lungo e che sarà utile per obbiettivi ben più grandi di quanto Sirin, nella sua modestia, avrebbe mai pensato. Per tutto questo il libro merita di trovare un posto nell’archivio della memoria, accanto ad altri memoriali, in modo che né l’amnesia, né la cancellazione, né ciò che si ritiene ‘progresso storico’ possano mai più ignorare quelle esperienze di vita vissuta che qui si raccontano.