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PIETRE SENZA POPOLO

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“Il lavoro di Angela Fais ha sicuramente i tratti dell’impegno coraggioso, che si traduce in un linguaggio affascinante e, al contempo, necessariamente politico. La tesi centrale del saggio è che le città abbiano smesso di rappresentare un linguaggio comune, una civitas fatta di relazioni e memoria, per assumere i contorni del prodotto finanziario. In questo senso Angela Fais traccia un’analisi lucida, a tratti feroce, di quella che definisce la «profanazione» delle città contemporanee”.
Alessandro Volpi.

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Descrizione

PIETRE SENZA POPOLO

Turistificazione, neoliberismo, “rigenerazione urbana” definiscono un passaggio antropologico epocale. Il cittadino, sostituito da turisti e residenti temporanei, diventa ‘city user’, il contribuente è ridotto a ‘taxpayer’.
La polis, ormai dissolta, è ridotta a prodotto finanziario in pasto ai grandi fondi di gestione del risparmio. Le città vengono “cartolarizzate”. Ogni oggetto di pregio è sfruttato in funzione della remunerazione dei capitali globali, a vantaggio di un’élite finanziaria che, con velocità predatoria e rapace, si sta impossessando delle nostre città divorandone storia e cultura, pezzo dopo pezzo.
“Pietre senza Popolo” ha il merito di inquadrare e definire le politiche del neoliberismo urbano e il loro fallimento. Attraverso il caso studio che è Palermo, mostra come nelle città travolte dalla turistificazione il paradigma adottato abbia sempre la stessa matrice politica.
Il libro è un invito a resistere e a decostruire l’assunto per cui il neoliberismo sarebbe un destino ineluttabile, l’unico sistema possibile.
Allora la città diventa il fronte di lotta: se moltiplichiamo i focolai di resistenza locale, essa si trasforma in dispositivo capace di interrompere il replicarsi del totalitarismo omologante del virus neoliberale.

L’AUTRICE:
Angela Fais è dottoressa in Psicologia ed è anche laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove ha discusso una tesi di Filosofia del Linguaggio che indaga il rapporto tra corpo e linguaggio, parola e scrittura, esplorando il pensiero di Derrida e le opere di Artaud.
Scrive per L’Antidiplomatico nella rubrica “Cultura e Resistenza”.
È collaboratrice della rivista “Futura Società”.
Collabora inoltre con il Centro Studi Nazionale “Domenico Losurdo” alla redazione di “Diemmedì”, rivista scientifica di prossima uscita.